Cafendo
KENYA Coffea Circulor Oxyco Isolated Batian Coffee Cherry/ORAC-Centered CCX
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Coffea Circulor

KENYA Coffea Circulor Oxyco Isolated Batian Coffee Cherry/ORAC-Centered CCX

Kenya

  • Monorigine

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da12,00 €

≈ 192,00 € / kg

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Sede della torrefazione
Svezia

Formati e prezzi

FormatoAl kgPrezzo
40g–12,00 € ↗
100g220,00 €22,00 € ↗
250g192,00 €48,00 € ↗

Descrizione

Una ricerca originale, consapevole e responsabile e una produzione circolare. Ricercato, coltivato, raccolto, selezionato, fermentato, essiccato, trasportato, tostato e distribuito esclusivamente da Coffea Circulor. Sostenuto da finanziamenti interni grazie all’iniziativa True Development Cost, che consente un ciclo produttivo unico, completo e interamente tracciabile. Trasparenza in tutte le fasi della produzione secondaria: una realtà autentica, proprio come l’avevamo immaginata all’inizio degli anni 2000.

«Il nostro metodo genera innanzitutto una ciliegia di caffè commestibile, con un punteggio ORAC rivoluzionario di (426,242 ± 85,248) μmol equivalenti di Trolox/kg, e successivamente chicchi di caffè dalle prestazioni elevate.»

Ivica Cvetanovski
Fondatore, Coffea Circulor

PUNTEGGIO SCA 91.25

ALGORITMO E PROFILO AROMATICO Ivica Cvetanovski

Tostatura chiara basata sulla conduzione e su un’applicazione moderata del calore, eseguita con competenza e cura di livello mondiale. Una tostatura molto breve, con calore iniziale molto elevato, per concentrarsi sui sapori fruttati e preservare l’acidità succosa e tartarica, con particolare attenzione alle nostre formule di fermentazione.

NOME

Oxyco è la combinazione di Vaccinium oxycoccos (mirtillo rosso americano) e Coffea Arabica. L’espressione del mirtillo rosso americano, della ciliegia di caffè e dell’acidità tartarica è centrale nei nostri studi, nella nostra ricerca e nei nostri risultati. Inoltre, Oxyco è un’estensione di Origo SL28 NHX, espresso come O(x,y) in un sistema di coordinate cartesiane.

PARTECIPAZIONE

Secondo posto, Indonesian Brewers Cup (IBrC), Ellen Chen con Oxyco Batian CCX, Jakarta, Indonesia. Scopri di più qui.

VISIONE PRATICA E REALIZZAZIONE DEL PROFILO DI TOSTATURA DI COFFEA CIRCULOR

In macedone esiste una parola (le mie origini sono macedoni, ma sono nato e cresciuto in Svezia): «sok».

Per quanto ne so, questa parola non ha altri riferimenti o sinonimi (almeno) in inglese. Si può spiegare così:

«Ti ricordi quando tua madre preparava il succo con le bacche e la frutta raccolte in giardino?»

Quello è «sok»; in inglese potrebbe essere qualcosa di simile a «succo di frutta naturale e rinfrescante». È ciò che preparo con i caffè e vorrei che le persone lo vivessero così: 

«La filosofia della mia tostatura consiste nel mettere in risalto fiori, frutti e bacche naturali, preservando l’importante dolcezza e integrando un’acidità giocosa, per creare ricordi duraturi.»

COFFEA CIRCULOR KENYA ESTATES

Scopri di più su Coffea Circulor Kenya Estates qui.

GENESI

Produttore Coffea Circulor (Ivica Cvetanovski & Macho)
Paese Kenya
Regione Meru
Altitudine 1,500 m s.l.m.
Varietà Isolated, Batian, H-grade
Processo Coffee Cherry/ORAC-Centered
Dimensione lotto 100kg
Commercio 12.00 USD/kg (CEP)*. 55 USD/kg (TDC)**


* CEP - «Customer Expectancy Price».
Qui viene illustrata una tipica «offerta commerciale standard» del Kenya (caffè verde), che nel 2021 corrispondeva solitamente a un prezzo al dettaglio di 16 EUR per il caffè tostato.
** TDC - «True Development Cost».
Qui sono illustrati i costi accumulati per amministrazione, comunicazione, ricerca, sviluppo, fermentazione, essiccazione, lavorazione, logistica, costi interni, importazione, esportazione, spedizione e certificati. Non sono inclusi i costi della produzione finale (tostatura, analisi, distribuzione). 

ESPERIENZA SENSORIALE

Aroma Zucchero filato, margherita, ibisco roselle, tulipano 
Gusto Ribes nero, mango, prugna viola, yogurt
Retrogusto Banana, Bourbon, uva rossa, tamarindo, medio 
Acidità Mirtillo rosso americano, tartarica, lime, citrica, succosa, media
Corpo Sciropposo, vinoso, medio-alto
Equilibrio Sinergico


SINTESI

Il caffè è sconfinato, senza tempo e tocca profondamente le persone di culture e generazioni diverse. Vogliamo accompagnarti in un viaggio alla riscoperta del Kenya e di un nuovo approccio alla produzione del caffè, in cui il prodotto principale non è il chicco di caffè. 

I progetti e la produzione del Kenya del 2021 si basano su iniziative e risultati passati e presenti, tra cui:

  • Studio delle varietà botaniche in Kenya, con particolare attenzione agli apparati radicali, al sostegno fisico, alla ritenzione di acqua e calore, ai nutrienti, all’ossigeno e all’interazione con il suolo.
  • Lotto da competizione Panama Finca Deborah Geisha Natural (pre-Afterglow) del 2016, incentrato su ambienti di essiccazione controllati, ciliegie di caffè (cascara) e invecchiamento dei chicchi.
  • Uganda Kwoti (noto anche come «Mzungu Project») del 2016, sostenuto dal governo norvegese, incentrato sulla raccolta in base all’altitudine e sull’avvio delle fermentazioni.
  • Raccolta selettiva delle ciliegie, formule di fermentazione con uso ridotto di acqua e progetti di essiccazione in Kenya.
  • Progetti di essiccazione e fermentazione macerata presso le aziende agricole Altieri in Panama.

Introduzione

Presentiamo una filiera produttiva capovolta, ispirata dalle problematiche attuali ed emergenti della produzione di caffè in Kenya, in cui ci concentriamo sulla ciliegia di caffè come prodotto primario. La produzione tradizionale punta a sviluppare il chicco, mettendo in ombra il potenziale della ciliegia di caffè. Il nostro metodo genera innanzitutto una ciliegia di caffè commestibile, con un punteggio ORAC rivoluzionario di (426,242 ± 85,248) μmol equivalenti di Trolox/kg, e successivamente chicchi di caffè dalle prestazioni elevate. Convalidiamo il nostro metodo confrontandolo con la produzione e le prestazioni degli anni precedenti, la longevità dei chicchi e l’esperienza dei clienti.

Contesto

Nel 2005, il fondatore di Coffea Circulor, Ivica Cvetanovski, osservò la combinazione di varietà di caffè nelle stazioni di lavorazione del caffè in Kenya. Questa unificazione delle varietà di caffè, che dà origine ai «lotti misti» presso le stazioni di lavaggio in Kenya, elimina la nozione di «singola tenuta» e «singola varietà». Varietà come SL28, SL34, Ruiru 11, K7 e altre venivano «miscelate» senza prestare particolare attenzione alle proporzioni. Ciò è dovuto principalmente al fatto che i piccoli agricoltori raccolgono le ciliegie come coltura da reddito e le consegnano al punto di raccolta più vicino. Spesso trasportano personalmente le ciliegie di caffè a una stazione di lavorazione locale. Alla stazione, le ciliegie vengono pesate e il produttore riceve un buono in base al peso. Il buono può essere successivamente convertito in contanti, Mpasa (denaro elettronico) o altri fondi monetari. Questo metodo di pagamento dopo la consegna delle ciliegie è ben consolidato in Kenya e incentiva anche il piccolo produttore, purtroppo, a non prestare sempre attenzione alla qualità delle ciliegie consegnate. Le ciliegie di caffè hanno piuttosto un peso più importante, perché è semplicemente il peso a determinare il pagamento presso la stazione di lavorazione più vicina. Inoltre, non viene prestata particolare attenzione alle varietà raccolte e consegnate: «in fin dei conti è tutto caffè».

Situazione attuale in Kenya

In Kenya, la nozione di «caffè monovarietale» si è trasformata in «Kenyan Heirloom». Come nel vicino Etiopia, il termine «heirloom» è un nome collettivo per varietà identificate e non identificate. Anche in Etiopia è comune «miscelare» i lotti, ma la «miscela» si forma prima nella filiera, ossia con la raccolta inconsapevole da parte dei produttori, in base agli alberi di caffè presenti sui loro terreni. A volte, gli antenati trasmettono alcune conoscenze sulle piante specifiche presenti sui terreni dei produttori, oppure i produttori dispongono di approfondite conoscenze botaniche.

Il sistema di selezione del caffè in chicchi in Kenya è ben consolidato, con le categorie AA, AB, PB e così via. Tuttavia, prima di arrivare alla stazione di selezione e alla classificazione per dimensione, non si adottano approcci o obiettivi specifici per varietà isolate. Inoltre, gli addetti alle stazioni di lavorazione sono (perlopiù) istruiti a ispezionare rapidamente le ciliegie tramite indizi visivi, selezionando quelle potenzialmente acerbe e quelle con lievi anomalie. Anche quando piccoli produttori raccolgono e portano alle stazioni una varietà specifica, spesso viene «miscelata» e non lavorata separatamente. Questo avviene anche perché i lotti dei piccoli produttori o i lotti singoli sono troppo piccoli per ricevere le cure necessarie. Un altro motivo immediato è che la lavorazione separata di quel lotto richiede molta più attenzione. Attenzione significa tempo, e il tempo è denaro. In particolare, il lotto deve essere selezionato, spolpato, fermentato in una vasca dedicata, essiccato in pergamino su letti rialzati dedicati e lavorato separatamente. Ogni fase richiede un’attenzione meticolosa e responsabilità, tracciabilità e personale dedicato. Con l’incentivo a produrre quantità prima della qualità, questa è la situazione nel 2021 ed è ciò che è diventato il fulcro della nostra ricerca e della nostra attività.

Sebbene alcune testimonianze riportino che in generale le persone notano che l’esperienza sensoriale del caffè keniota «non è più quella di una volta», manca la nota di «ribes nero», che ha caratterizzato il caffè keniota; come descritto, ciò è principalmente il risultato e l’effetto della sottoretribuzione dei produttori di caffè. In assenza di incentivi per produrre caffè di alta qualità e con un’attenzione alle quantità basata soltanto sulla raccolta delle ciliegie, le stazioni di lavorazione di proprietà cooperativa raccolgono le ciliegie di caffè disponibili e le «mettono tutte nello stesso calderone». La mancanza di attenzione alle proporzioni delle varietà è un fattore chiave, ma potrebbero essercene molti altri che esulano dalle nostre conoscenze. In ogni caso, è allarmante e va affrontato da due prospettive principali: la produzione di caffè di qualità richiede attenzione e consapevolezza da parte di tutti, compresi i consumatori finali (sia al dettaglio che all’ingrosso). A questo si collegano i nostri modelli Customer Expectancy Price (CEP) e True Development Cost (TDC).

    Metodologia

      Coffea Circulor sta trasformando il modello tradizionale keniota di raccolta, fermentazione, essiccazione e commercio del caffè, che si concentrava sulla fermentazione umida e sull’acquisto del caffè da parte delle stazioni di lavorazione. Dal 2006 lavoriamo attivamente in Kenya per creare una piattaforma commerciale aperta, basata su un solido modello di prezzo che tenga conto della qualità del caffè. Il commercio, i prezzi e la qualità trasparenti sono nati in Kenya, secondo principi radicati nel nostro precedente lavoro presso il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente/GRID.

      Per mitigare la situazione e lo scenario attuali in Kenya, occorre riprogettare da zero la filiera tradizionale a funzioni fisse e l’attuale catena del valore del caffè. In parole semplici, abbiamo dovuto ristrutturare la filiera produttiva keniota capovolgendola, per adattarla a una produzione con fermentazione non lavata. Tutto viene realizzato da zero, «dalle fondamenta», e non accade dall’oggi al domani:

      • Coltivare, potare e raccogliere varietà isolate a specifici livelli Brix, formando adeguatamente il personale di supporto.
      • Costruire infrastrutture interne, come aree di fermentazione dedicate e spazi di essiccazione, e pianificare futuri impianti di lavorazione.
      • Monitorare attentamente l’ambiente in trasformazione, che è stato documentato come soggetto a cambiamenti nella regione.
      • Implementare routine quotidiane per il campionamento e la valutazione delle formule di fermentazione in corso.
      • Calibrare i parametri di lavorazione principalmente sulla nostra fermentazione di riferimento, per la quale il chicco deve riposare nella ciliegia essiccata prima della decorticazione. La decorticatura richiede particolare attenzione in base alle specifiche varietà isolate, a causa delle diverse strutture e dimensioni dei chicchi.
      • Organizzare la documentazione per l’esportazione dal Kenya e l’importazione in Svezia, con trasporti dedicati.
      • Effettuare analisi visive e sensoriali dopo aver ricevuto i prodotti.
      • Analizzare le ciliegie di caffè per determinarne i valori ORAC.
      • Parallelamente, tostare, analizzare e ottimizzare ogni varietà, prestando attenzione alle formule di fermentazione.

      Studio degli acidi tartarici

      Il nostro metodo si concentra sullo studio del tempo durante il quale la ciliegia di caffè non si deteriora. Esponendola nel tempo a diversi ambienti di fermentazione, miriamo a saturare l’intero chicco con un’esposizione ottimale prima che inizi il deterioramento della ciliegia di caffè. La natura dell’acido tartarico e la sua crescita microbica relativamente più lenta ci consentono di controllare tempi, temperature e ambienti di fermentazione, guidando letteralmente la ciliegia di caffè verso un’unione. Questa unione è resa possibile da uno stato di ipossia, in cui l’ossigeno non è disponibile in quantità sufficiente, ma non è del tutto assente; si distingue dall’anaerobiosi, che prevede un ambiente di fermentazione completamente privo di ossigeno. Inoltre, riteniamo che gli organismi circostanti contribuiscano allo sviluppo e all’efficacia dei parametri di fermentazione.

      L’acido tartarico è uno degli acidi organici con il minore effetto antimicrobico e inattiva meno microrganismi. Nella letteratura scientifica pubblicata, l’acido tartarico inibisce la crescita microbica meno della maggior parte degli altri acidi organici (tra cui acidi acetico, ascorbico, benzoico, citrico, formico, fumarico, lattico, levulinico, malico e propionico).

      Dal punto di vista sensoriale, l’acido tartarico ha un gusto più forte e pungente dell’acido citrico. Sebbene sia noto per la sua presenza naturale nell’uva, si trova anche in mele, ciliegie, papaya, pesche, pere, ananas, fragole, mango e agrumi. L’acido tartarico viene usato preferibilmente negli alimenti a base di mirtilli rossi americani o uva, in particolare vini, gelatine e prodotti di confetteria. Da sempre puntiamo a un’acidità pronunciata nel caffè, con una struttura vivace e stimolante.

      Tutti gli elementi hanno la stessa importanza nella nostra metodologia e vengono monitorati costantemente per individuare e correggere anomalie di temperatura; vengono valutati con campioni prelevati e decorticati quotidianamente, in un processo molto ripetitivo e meticoloso.

      Fermentazione

      Stiamo sviluppando nuove formule di fermentazione incentrate sulla ciliegia di caffè, studiando gli acidi tartarici e la loro interazione con la ciliegia e il chicco durante la fermentazione. 

      Il nostro metodo si concentra sullo studio del tempo durante il quale la ciliegia di caffè non si deteriora. Esponendola nel tempo a diversi ambienti di fermentazione, miriamo a saturare l’intero chicco con un’esposizione ottimale prima che inizi il deterioramento della ciliegia di caffè. La natura dell’acido tartarico e la sua crescita microbica relativamente più lenta ci consentono di controllare tempi, temperature e ambienti di fermentazione, guidando letteralmente la ciliegia di caffè verso un’unione. Questa unione è resa possibile da uno stato di ipossia, in cui l’ossigeno non è disponibile in quantità sufficiente, ma non è del tutto assente; si distingue dall’anaerobiosi, che prevede un ambiente di fermentazione completamente privo di ossigeno. Inoltre, riteniamo che gli organismi circostanti contribuiscano allo sviluppo e all’efficacia dei parametri di fermentazione.

      Il nostro metodo di riferimento produce un caffè dal profilo sensoriale «rosso» e saturo, dominato da aromi e sapori vivaci di frutti rossi, che ricordano i fiori bianchi, il ribes rosso, la fragola matura e l’acido tartarico, con forti richiami al mirtillo rosso americano e note di minerali vulcanici. Il risultato è stato sviluppato con la nostra ricetta One per il World Brewers Cup (1:1:1), usando tostature di circa 65 Agtron, ovvero «chiare», e acqua a basso contenuto di minerali, con 10 TDS (ppm).

      Tieni presente che estrarre il caffè con acqua dal contenuto minerale più elevato farà emergere bacche più corpose e dai colori più scuri, come more, ciliegie mature, fragole troppo mature e così via.

      A questo punto il caffè è pronto per il trasporto dedicato presso la sede di Coffea Circulor in Svezia, con servizio espresso per evitare che i chicchi invecchino a causa di metodi di trasporto più lenti. Questo è estremamente importante quando si lavora con nuove fermentazioni, per poter valutare il caffè quando è davvero fresco.

      Risultati

      In passato e nel presente sono state condotte ricerche significative su come la ciliegia di caffè influisca sul chicco. L’intera ambizione e la sua realizzazione si basano su un approccio in cui concentriamo principalmente i nostri sforzi sullo sviluppo di una ciliegia di caffè altamente nutriente come prodotto finale, considerando la ciliegia di caffè l’obiettivo primario, anziché il caffè (chicco) come prodotto finale.

      Nel 2021 la nostra missione era anche affrontare le sfide osservate da oltre un decennio e definire obiettivi chiari in linea con la nostra visione. L’espressione «il caffè è un frutto» assume un nuovo significato con la nostra ambizione di infondere al caffè sapori e conoscenze acquisite e documentate attraverso studi precedenti sui nutrienti della ciliegia di caffè. Il risultato è qualcosa «per le persone» e anche «per il popolo del Kenya», che dimostra ciò che è possibile realizzare.

      Risultati principali e sintesi esecutiva della produzione di quest’anno:

      • Attuazione di una strategia di isolamento di varietà multiple (MVI), con raccolta e fermentazione separate di diverse varietà keniote, in particolare SL28, Batian e Ruiru 11.
      • Costruzione di infrastrutture interne (strutture per test, analisi ed essiccazione), con conseguente aumento di conoscenze e consapevolezza, che proietta la produzione di caffè keniota in una nuova fase.
      • Eliminazione completa dell’uso di acqua nelle nostre formule di fermentazione naturale.
      • Misurazione della presenza di difetti prima e dopo il raccolto per ogni varietà isolata e valutazione dei relativi effetti sulla produzione.
      • I prodotti residui, principalmente le ciliegie essiccate (cascara), vengono riciclati nella produzione stagionale successiva e riutilizzati nella produzione in corso, consentendo di rigenerare il suolo e di realizzare nuovi prodotti importanti a partire dalla ciliegia di caffè.
      • Contatto con i produttori di caffè delle aree vicine per sensibilizzarli e incentivare la continuità della coltivazione e della produzione di caffè, sulla base delle nostre precedenti attività in Kenya, di quelle attuali e delle osservazioni raccolte.
      • Avvio di un programma di condivisione delle conoscenze con gli agricoltori di Nyeri, per ampliare ulteriormente la produzione e gli esperimenti.
      • Attuazione di un modello Payments for Ecosystem Services (PES), che estende le nostre aree di produzione includendo altri produttori di caffè che raccolgono e forniscono ciliegie di caffè secondo criteri specifici.
      • Assunzione di diversi collaboratori e fondazione di una nuova entità in Kenya, Coffea Circulor Kenya Ltd.
      • Raggiungimento dell’autosufficienza tramite finanziamenti interni, mantenendo così il nostro modello di prezzi True Development Cost (TDC). Questo modello dovrà essere utilizzato e compreso dagli operatori che entrano nella fase successiva della catena del valore del caffè, come ad esempio le aziende all’ingrosso e i clienti finali. Di conseguenza, il CEP (Customer Expectancy Price) diventerà obsoleto rispetto alle «altre offerte keniote» presenti sul mercato e alla percezione dei prezzi del caffè keniota per il cliente finale.
      • Riduzione del TDC del 50% rispetto all’offerta degli anni precedenti, grazie all’efficienza e all’ottimizzazione dell’intero progetto.

      Con la produzione del 2021, applicando pienamente il nostro modello True Development Cost (TDC) rispetto al Customer Expectancy Price (CEP) all’intera selezione di caffè sviluppati in proprio, non è possibile proporre questa gamma di caffè a un «prezzo atteso» che gli operatori di mercato possano considerare «standard» per un’origine.

      Conclusioni e sviluppi futuri

      Con i caffè prodotti in proprio da Coffea Circulor, le persone possono viverli con la stessa intensità emotiva con cui sono stati creati e orientare la condizione umana verso il bene. Il nostro obiettivo è trasmettere questa esperienza, contribuendo anche allo sviluppo delle regioni e delle culture.

      Noi di Coffea Circulor abbiamo deciso di essere riconosciuti come un marchio che trasmette esperienze emotive attraverso prodotti a base di caffè fondati su scienza, innovazione, originalità, approcci socioeconomici, salute, miglioramento delle condizioni di vita, sviluppo, pagamenti per i servizi ecosistemici e tutela ambientale.

      Restano attività da svolgere in diverse aree, tra cui:

      • Ampliare le aree di produzione,
      • Implementare procedure di selezione più efficaci,
      • È necessario un maggiore supporto amministrativo e finanziario,
      • Ridurre il TDC con l’obiettivo di colmare il divario rispetto al CEP,
      • Comprendere meglio in che modo i valori specifici della ciliegia di caffè influiscano sulla «qualità» del chicco, sia verde che tostato,
      • Clima e condizioni meteorologiche: a parte i problemi specifici già documentati, richiederanno maggiore attenzione a causa delle fluttuazioni improvvise del meteo locale, che influiscono sugli impianti di produzione, e
      • Svolgere ulteriori analisi e trarre conclusioni dalla produzione del 2021. 

      MORFEMI DI FERMENTAZIONE

      Poiché ogni ciliegia di caffè raccolta è destinata a specifiche formule di fermentazione, contrassegniamo ogni lotto che porta lo stesso nome con un morfema. Di seguito trovi un elenco delle pratiche di fermentazione più comuni. Consulta questo riferimento per comprendere meglio le differenze tra caffè con lo stesso nome e le rispettive formule di fermentazione. Per esempio, leggi il suffisso «NASDX» come «Natural Anaerobic Slow Drying Fermentation».

      AX
      Fermentazione anaerobica
      CX
      Fermentazione a freddo
      CCX
      Fermentazione incentrata sulla ciliegia di caffè/ORAC
      CMX
      Macerazione carbonica
      DX
      Fermentazione a secco
      EX
      Fermentazione prolungata
      HX Fermentazione in ipossia
      MX
      Fermentazione macerata
      NX Fermentazione naturale
      SX
      Fermentazione lenta
      WX Fermentazione lavata
      YX
      Fermentazione con lieviti


      CONSIGLI PER L’ESTRAZIONE

      La nostra ricetta per il World Brewers Cup, One (1:1:1), per Hario V60-01/02 con filtri Hario VCF-01/02:

      • Apri con delicatezza il sacchetto o il contenitore sigillato del caffè, lascia arieggiare il contenuto per qualche secondo e richiudi il sacchetto il giorno prima della prima estrazione. In questo modo i chicchi potranno adattarsi all’ambiente dopo essere stati conservati e trasportati. 
      • Risciacqua il filtro VCF con acqua a 93°C. Risciacqua la caraffa o il server con acqua calda per eliminare gli aromi e i sapori indesiderati del filtro risciacquato.
      • Caffè: 20g.
      • Acqua: 300g @ 93-95°C, TDS: 10-50 mg/l.
      • Versa 100g in 20 secondi, suddividendo in 3 versate totali a 0:00, 1:00 e 2:00 per l’ultima versata. Termina a 3:00.
      • Versa a impulsi seguendo un movimento elicoidale per 20 secondi, partendo dal centro e compiendo 5 giri per impulso. Assicurati che, nell’ultimo impulso di versata, non rimangano fondi sulla parete del filtro.  
      • A 01:00, 02:00 e 03:00, verifica che il letto di caffè sia piatto e uniforme. Evita di creare cavità e crateri.
      • Punta a una lettura TDS di 1.40±0.02.
      • Regola solo la macinatura e la temperatura dell’acqua. 
      • Macinatura: punta a 600-800μm. Esempio: 28 giri dalla macinatura più fine su Comandante. 
      • Se il flusso termina dopo il minuto indicato, regola la macinatura su una granulometria più fine e, di conseguenza, per rallentare il flusso. 
      • La ricetta, la tecnica e la formula sono lineari e ottimizzate per l’efficienza. Scopri di più su come aumentare o ridurre linearmente le dosi della nostra ricetta qui.

          CONSIGLI SULL’ACQUA

          Usa acqua con un contenuto minerale equilibrato per ottimizzare il gusto e le caratteristiche del caffè. Mantieni i solidi disciolti totali (TDS) tra 10 e 50 ppm o mg/l. Per un’estrazione ottimale, consigliamo una temperatura tra 93 e 95°C. Punta ai valori seguenti.

          Calcio (Ca) 0.9 mg/l
          Sodio (Na) 1.7 mg/l
          Diossido di silicio (SiO2) 1.4 mg/l
          Potassio (K) 0.3 mg/l
          Magnesio (Mg) 0.2 mg/l
          Solfato (SO4-) <7.0 mg/l
          Cloruro (Cl-) 2.5 mg/l
          Nitrato (NO3-) 0.1 mg/l
          Fluoruro (F-) <0.1 mg/l
          pH 6.2

          CONSIGLI PER LA CONSERVAZIONE

          Conserva il caffè in un luogo fresco e asciutto per preservarne la freschezza e la qualità. Per un’esperienza ottimale, consumalo entro 3 mesi dalla data di tostatura e 2 settimane dall’apertura. In base all’ambiente e alla preparazione, puoi migliorare l’estrazione aprendo e richiudendo il sacchetto. Attendi un giorno prima di preparare il caffè. Abbiamo investito molto tempo nella ricerca della durata del caffè, perfezionando attivamente i nostri algoritmi di tostatura per garantire una qualità costante anche dopo 3 mesi dalla produzione. La tecnologia di confezionamento che preserva gli aromi si basa sulla lavorazione e sulla tostatura. In questo modo, aromi, sapori e un’esperienza di livello professionale si mantengono stabili nel tempo.

          CONSIGLI SUI TEMPI DI CONSUMO

          Inizia a usarlo quando vuoi. Preparalo subito o attendi alcune settimane. Preparati a una gara con una strategia. Tutto dipende dai tuoi obiettivi.

          Ti consigliamo di aprire il contenitore o il sacchetto il giorno prima della prima estrazione prevista, per consentire ai caffè di arieggiare naturalmente. Segui la tabella qui sotto e ricorda che si tratta di osservazioni generali, basate su parametri come continente, Paese, regione, varietà, altitudine, processo e così via, combinati con i processi e gli algoritmi di tostatura di Coffea Circulor.

          Pianifica l’acquisto in base ai programmi di produzione (tostatura), alla partecipazione a eventi (a casa o a una gara) e alla priorità di spedizione (standard o corriere).

          0-3 giorni Acidità marcata
          4-7 giorni Periodo di utilizzo ottimale consigliato da Coffea Circulor
          8-14 giorni Maggiore percezione floreale
          15-21 giorni Maggiore dolcezza
          22+ giorni Maggiore equilibrio
          1+ mese Dolcezza intatta, intensità al massimo
          2+ mesi Equilibrio intrinseco; le note floreali possono attenuarsi e virare verso quelle erbacee

          Prodotto in Kenya
          Rifinito in Scandinavia


          Desideriamo inoltre ringraziare Storm Lunde, Rick Barends, Saun Tan, Denizhan, Kiki, Mustafa e molte altre persone che hanno contribuito al nostro progetto e ai nostri progressi.

          Tradotto automaticamente · Lingua originale: inglese

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