10 ottobre 2021 · Di Darius Stan
Caffè originario dell’Etiopia

KALDI: LA LEGGENDA ETIOPE CHE SCOPRÌ IL CAFFÈ
Nel corso degli anni il caffè ha avuto un impatto profondo sulla cultura etiope. L’Etiopia è considerata da molti la culla del caffè. Secondo numerosi esperti, è l’unico luogo in cui il caffè cresceva spontaneamente. Un altro elemento fondamentale della cultura è la storia mitica di Kaldi, tramandata di generazione in generazione. Kaldi era un capraio che scoprì il caffè dopo aver notato l’energia acquisita dalle sue capre mangiando le ciliegie di caffè. In seguito portò le ciliegie al monastero e le condivise con i monaci, che non ne apprezzarono l’entusiasmo e le gettarono nel fuoco.
I chicchi iniziarono a tostarsi sul fuoco e sprigionarono un aroma divino. I monaci li tirarono fuori dalle fiamme e li schiacciarono per spegnere le braci. Resisi conto dell’errore, li misero in una brocca e li coprirono con acqua calda per conservarli. In seguito bevvero l’infuso, che li aiutò a rimanere svegli durante le preghiere notturne. Sebbene questa storia sia una parte divertente della cultura, in realtà è probabile che siano stati gli abitanti della tribù nomade dei Galla a scoprire per primi la pianta del caffè e le sue proprietà stimolanti.
LA STORIA DEL CAFFÈ ETIOPE
Intorno al X secolo, alcune tribù indigene etiopi consumavano il caffè in una sorta di porridge. Gradualmente questa consuetudine diminuì e i chicchi iniziarono a essere conosciuti soprattutto come bevanda. Alcune tribù fermentavano le ciliegie di caffè per ricavarne vino, mentre altre tostavano, macinavano e bollivano i chicchi per preparare un decotto.
La preparazione del caffè divenne la forma di consumo più diffusa e si propagò altrove. Il caffè ha viaggiato in tutto il mondo. Nel XIII secolo si diffuse nel mondo islamico. Qui veniva preparato in modo più forte e intenso, simile ai decotti di erbe. In questa forma era considerato una potente medicina. Il caffè etiope, il caffè turco e quello greco portano avanti questa tradizione di bollire il caffè.
ETHIOPIA MISTY VALLEY – QUAL È LA STORIA DIETRO LA TAZZA?
La regione di Yirgacheffe, in Etiopia, è rinomata per i suoi caffè lavorati con il metodo washed. La lavorazione prevede la rimozione della polpa e il lavaggio dei chicchi prima dell’essiccazione. Questi caffè hanno un gusto molto pulito e complesso, con una piacevole acidità e note floreali.
La regione di Misty Valley sta lentamente contribuendo a superare questo pregiudizio negativo. Per ridare vita all’arte della lavorazione natural, l’esportatore di caffè Abdullah Bagersh l’ha perfezionata, producendo caffè privi dei difetti che spesso caratterizzano questa lavorazione, come la sovrafermentazione o i sapori acidi. Si presta grande attenzione per ottenere in tazza un gusto il più pulito possibile. Una volta arrivati al mulino, questi caffè vengono stesi su letti rialzati e rivoltati regolarmente per 48 ore, così da garantire un’evaporazione uniforme.
Espressioni etiopi sul caffè
Uno dei riflessi più evidenti del ruolo del caffè nella cultura etiope è forse la lingua. Il caffè è così profondamente radicato nella cultura del Paese che ricorre in molte espressioni legate alla vita, al cibo e ai rapporti interpersonali.
Un comune detto etiope sul caffè è «Buna dabo naw». La traduzione letterale è «Il caffè è il nostro pane». Esprime il ruolo centrale del caffè nell’alimentazione e mostra quanto sia considerato importante come fonte di sostentamento.
Un altro detto diffuso è «Buna Tetu». È un’espressione amarica che significa «Bevi il caffè». Si riferisce non solo all’atto di bere il caffè, ma anche al socializzare con gli altri, proprio come l’espressione inglese «incontrarsi per un caffè».
Se qualcuno dice «Non ho nessuno con cui prendere un caffè», non lo si interpreta alla lettera: si presume che non abbia amici fidati con cui confidarsi. Questo è strettamente legato all’importante ruolo sociale che il consumo di caffè riveste in Etiopia. Spesso ci si ritrova davanti a un caffè per parlare della vita quotidiana, spettegolare e affrontare questioni più profonde. Allo stesso modo, se qualcuno dice «Fa’ in modo che il tuo nome non venga notato all’ora del caffè», intende dire che dovresti proteggere la tua reputazione ed evitare di diventare oggetto di pettegolezzi negativi.
Il profilo aromatico dei chicchi etiopi: cosa aspettarsi
Il caffè etiope è noto per i suoi aromi vivaci, fruttati e floreali. Questi caffè hanno di solito un’acidità più elevata, un corpo da leggero a medio e note di degustazione complesse.
I chicchi sono lavorati con il metodo washed oppure natural.
Il metodo di lavorazione ha un impatto considerevole sul gusto finale del caffè. Nei caffè lavorati a umido, o con il metodo washed, la polpa viene rimossa meccanicamente subito dopo la raccolta. Questi chicchi si distinguono per la nitidezza del gusto, che mette in risalto note vivaci e complesse.
I caffè lavorati con il metodo natural vengono essiccati con il frutto ancora attaccato al chicco. La polpa viene rimossa solo poco prima dell’esportazione.
Questi chicchi presentano note fruttate più intense, come il mirtillo, e profondi sentori di cioccolato, con un corpo sciropposo.
Il caffè è così importante per gli etiopi che possono trascorrere ore ogni giorno a berlo. La cerimonia del caffè è il più importante momento di incontro sociale nella cultura etiope. Ricevere un invito è un segno di rispetto e amicizia.