27 settembre 2021 · Di Darius Stan
Caffè dall’Africa

È un dato di fatto che ogni giorno nel mondo si bevano circa due miliardi di tazze di caffè. Ma l’amore delle persone per il caffè è nato in Africa, e la sua storia è emozionante. Secondo la tradizione, un pastore di capre di nome Kaldi vide il suo gregge brucare bacche dai rami degli arbusti nelle vicinanze, sugli altopiani dell’Etiopia. Notò che le sue capre, di solito piuttosto pigre, sembravano improvvisamente molto vivaci. Pensò che la causa dovessero essere quelle bacche. Quando le assaggiò, si sentì rinvigorito. Ben presto, la conoscenza degli effetti stimolanti del caffè si diffuse in tutto il mondo.
Ancora oggi, il caffè africano è apprezzato dagli intenditori per la sua qualità unica e il gusto intenso. Per darti un’idea della varietà dei caffè africani: nella sola Etiopia, la più grande regione di coltivazione del caffè in Africa, si conoscono cinquemila diverse sottospecie di Arabica, la varietà di caffè più amata al mondo.
Nonostante la posizione marginale dell’Africa nella produzione mondiale di caffè, ci sono tre ragioni interessanti per cui il continente ha oggi un’opportunità unica nel settore:
1. Domanda globale in aumento e offerta in calo
Si stima che entro il 2030 il consumo mondiale di caffè raggiungerà i duecento milioni di sacchi: un aumento del trenta per cento rispetto al consumo attuale. Ciò significa che, nei prossimi dieci anni, i coltivatori di caffè di tutto il mondo dovranno aumentare la produzione attuale di cinquanta milioni di sacchi per soddisfare la domanda crescente. Questa previsione di crescita è una buona notizia per i produttori, ma hanno già raggiunto il limite della loro capacità produttiva.
I principali produttori di caffè africani si trovano attualmente in Etiopia, Costa d’Avorio, Kenya, Tanzania, Uganda, Ruanda, Madagascar e in una manciata di altri paesi. Etiopia e Uganda da sole generano già il sessanta per cento dei ricavi africani. Poiché gran parte dell’Africa subsahariana è bi fisicamente adatta alla coltivazione del caffè, il continente ha attualmente un enorme potenziale inutilizzato per rifornire il mercato internazionale.
2. Un enorme mercato interno del caffè, finora inesplorato
In Africa il consumo di caffè è tra i più bassi al mondo, e c’è un motivo. Storicamente, in Africa il caffè è sempre stato coltivato per l’esportazione. I principali paesi produttori, come Kenya e Uganda, hanno anche una forte cultura del tè. Il consumo medio pro capite di caffè in Europa è di circa nove chilogrammi all’anno. Nei paesi emergenti, come il Brasile, raggiunge una media di sei chilogrammi. In Africa, invece, si consuma meno di un chilogrammo di caffè pro capite all’anno; solo l’Etiopia raggiunge il livello più alto del continente, con 2,2 chilogrammi.
Considerando la numerosa popolazione giovane e la classe media in rapida crescita, il consumo di caffè in Africa ha ampi margini di crescita, soprattutto nei grandi mercati come Nigeria, Sudafrica, Angola e altri.
3. Crescente domanda di caffè specialty
Ed è qui che la faccenda si fa interessante. Il caffè specialty è una vera miniera d’oro per l’Africa. Questo termine indica chicchi di caffè che, grazie al microclima e al terreno della zona di coltivazione, sviluppano aromi speciali e un gusto unico. A livello mondiale, la domanda di caffè specialty sta superando quella delle varietà «normali». Non stupisce quindi che i principali commercianti del Nord America e dell’Europa riempiano i propri magazzini di caffè specialty: oggi rappresenta una tazza di caffè su due bevute in America e il quaranta per cento del consumo in Europa. E indovina un po’? L’Africa è famosa per le sue innumerevoli varietà di caffè.
Kenya
Il caffè del Kenya è noto per l’aroma corposo, il profumo intenso, la ricca acidità e il retrogusto vinoso. Il governo sostiene con grande impegno la produzione di caffè keniana, premia i coltivatori con prezzi più alti per una qualità superiore e garantisce che il paese equatoriale produca solo caffè di altissimo livello.
Etiopia
Si ritiene che già nell’800 d.C. gli alberi selvatici dell’Etiopia producessero ciliegie di caffè, e che sia proprio qui che abbia avuto origine la cultura del caffè. Nelle regioni di coltivazione di Sidamo, Harar e Kaffa, il paese produce una straordinaria varietà di caffè deliziosi. La parola «caffè» deriva dal nome Kaffa, quello della provincia nota per i suoi alberi di Arabica. La sua corposità e il suo corpo, insieme alle caratteristiche floreali e fruttate, hanno reso il caffè etiope famoso in tutto il mondo.
Repubblica Democratica del Congo
La Repubblica Democratica del Congo è uno dei maggiori produttori di caffè del continente e punta chiaramente sulla qualità. Le piccole aziende agricole sparse per il paese producono varietà destinate sia a miscele di Robusta sia di Arabica e le lavorano con il metodo a secco. Queste aziende si trovano in tutte le regioni del nord, dell’est e dei bacini centrali.
Uganda
Il paese è uno dei maggiori esportatori di caffè dell’Africa e supera persino l’Etiopia, soprattutto grazie al basso consumo interno, inferiore al due per cento. Gli alberi di Robusta ugandesi sono tra i migliori al mondo. In particolare, le miscele della provincia di Bugisu hanno una vasta schiera di estimatori a livello internazionale e assicurano che il caffè ugandese continui a essere presente sul mercato globale anche in futuro.
Burundi
Il caffè è ormai diventato un importante prodotto economico per il Burundi. I piccoli coltivatori delle regioni settentrionali iniziarono a coltivare le sottospecie Arabica e Robusta dopo l’introduzione del caffè da parte dei belgi negli anni Trenta. Grazie al suo gusto ricco, alle delicate sfumature fruttate e al colore chiaro, il caffè burundese è di fatto biologico: la maggior parte dei coltivatori non usa prodotti agrochimici, così da mantenere bassi i costi di produzione e alta la qualità.
Madagascar
La produzione di caffè rappresenta quasi un terzo delle esportazioni del Madagascar. In tutta l’isola si coltivano le sottospecie Robusta, Arabica ed Excelsa. Oltre il novanta per cento del caffè è prodotto da piccoli coltivatori. Molti scelgono anche di raccogliere una volta all’anno le ciliegie di caffè selvatiche per ottenere un caffè di qualità superiore.
Costa d’Avorio
Si ritiene che quasi il quarantacinque per cento della popolazione si guadagni da vivere con la produzione di caffè. La qualità del caffè ivoriano era diminuita dalla metà degli anni Novanta, quando il boom del caffè aveva spinto il paese a passare alla produzione di massa. Da allora, però, il paese ha investito molto per riportare la propria produzione agli standard mondiali. Il caffè specialty di Robusta ivoriano è particolarmente apprezzato.
Camerun
Il gusto vivace dell’Arabica del Camerun ha dato al paese un’ottima reputazione. Tuttavia, sono soprattutto le miscele di Robusta di qualità commerciale standard a garantire al paese il riconoscimento internazionale. La produzione non è elevata quanto potrebbe esserlo, perché i coltivatori piantano colture alimentari di base tra gli alberi di caffè, privandoli così di gran parte del fertilizzante. Il clima favorevole del Camerun consente di ottenere caffè di altissima qualità.
Angola
L’Angola si sta lentamente riprendendo dalla guerra civile e dalla carestia degli anni Settanta e Ottanta e sta ricostruendo gradualmente le proprie esportazioni di caffè. La produzione di Robusta cresce di anno in anno. Da quando i portoghesi introdussero la pianta del caffè, decenni fa, le esportazioni di caffè verso l’Europa e il Nord America hanno svolto un ruolo fondamentale nell’economia angolana.
Tanzania
In questo paese dell’Africa orientale, il caffè viene coltivato soprattutto al confine con il Kenya, sulle pendici del Kilimanjaro e più a sud, nella regione compresa tra il lago Nyasa e il lago Tanganica. Il caffè tanzaniano è apprezzato per il corpo pieno, l’acidità speziata e vinosа e la consistenza elegante e armoniosa. È particolarmente amato dagli intenditori che apprezzano le tostature scure e i sapori più intensi.
Senegal
Il caffè ha una lunga tradizione in Senegal. Ma in questo paese dell’Africa occidentale la bevanda rinvigorente viene preparata in modo speciale: come Café Touba. Questa ricetta, perfezionata nel XIX secolo, è alla base della preparazione del caffè in tutto il paese, nelle città e nelle campagne. Per prima cosa si prepara il caffè con una miscela intensa di Arabica, idealmente di varietà coltivate in Senegal. Poi la bevanda viene aromatizzata con chiodi di garofano e pepe di Guinea. Il Café Touba si serve con zucchero, e tanto zucchero.
Malawi
Il paese esporta caffè Arabica di alta qualità, corposo e dal gusto armonioso. Tuttavia, solo una piccolissima parte del raccolto annuale viene esportata nei paesi industrializzati. Se ti capita di assaggiarlo, approfittane per scoprire il caffè del Malawi. Scoprirai che può competere senza problemi con le varietà dell’Africa orientale, ma ha uno stile più dolce e floreale. Il paese sta investendo molto nell’ampliamento delle aree di coltivazione e nella lavorazione, e vale sicuramente la pena tenerlo d’occhio.
Ruanda
Grazie ai terreni fertili, il Ruanda produce caffè di alta qualità. Il caffè viene coltivato ad altitudini comprese tra i duecento e i 1.700 metri sul livello del mare. Il caffè ruandese potrebbe essere di livello mondiale: ha una piacevole nota fruttata e si dice che sia più equilibrato del suo omologo keniano.
Nigeria
In Nigeria la cultura del caffè cresce rapidamente, man mano che il denaro affluisce nel paese. Il caffè prodotto qui non è ancora di qualità eccelsa, ma l’interesse per il consumo è forte e il gusto si fa sempre più raffinato.
Eritrea
Poiché l’Eritrea ha fatto parte dell’Etiopia fino al referendum per la secessione, condivide ancora con il paese confinante la cultura e la cerimonia tradizionale del caffè, solitamente associate all’Etiopia. La cerimonia del caffè è un rituale quotidiano praticato dalle donne eritree per celebrare con solennità gli incontri tra amici e familiari. Coltivare il caffè in Eritrea non è facile, poiché le precipitazioni medie annue sono inferiori a 300 mm.