

Bei & Nannini
Lucca, Italia
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- Italia · ✓ Sì, la torrefazione ha sede lì
La storia dell’azienda ha inizio nel 1923, quando Guido Nannini, insieme a Giovanni Bei, fondò la «Società Lucchese del Caffè - Bei & Nannini Snc», che ancora oggi porta il loro nome.
Per noi il caffè è sempre stato un’arte, in cui occhi esperti e palati raffinati riescono sempre a ottenere il meglio dalle nostre miscele. Per questo siamo sempre andati alla ricerca delle migliori qualità, ovunque trovassimo un caffè in grado di soddisfare le esigenze di gusto dei nostri clienti.
Solo recandoci nei paesi d’origine e mantenendo rapporti costanti con i produttori siamo riusciti a preservare nel tempo la qualità delle nostre miscele.
Valutando il clima, l’altitudine e, soprattutto, le tecniche di coltivazione, otteniamo miscele che soddisfano pienamente il gusto e il piacere di un buon caffè.
Ancora oggi, figli e nipoti portano avanti la tradizione e, allo stesso tempo, si avvalgono delle tecniche più moderne. Nella sede storica convivono ancora vecchi macchinari e impianti moderni per la tostatura e il confezionamento, che preservano il gusto e l’aroma del caffè appena tostato.
Grazie a una ricerca costante e all’innovazione tecnologica, nel tempo siamo riusciti a offrire prodotti e confezioni che preservano l’aroma delle nostre miscele.
UN BUON CAFFÈ
Per preparare un buon caffè bastano alcuni piccoli accorgimenti, che ci permettono di apprezzarne al meglio l’aroma e di inebriarci del suo profumo. È quindi importante conoscere la qualità del caffè che stiamo per bere: ogni varietà è nota e apprezzata per le sue caratteristiche, che donano corpo o carattere al caffè.
Se amiamo un caffè profumato dal retrogusto floreale, non possiamo che amare il caffè del Kenya; se invece amiamo la dolcezza del cacao, il caffè di Haiti fa al caso nostro; se per noi è importante il corpo, le varietà Guatemala o San Domingo saranno le nostre preferite. Miscelandole tra loro si ottengono tutte quelle varietà di gusto a cui oggi non possiamo rinunciare. In questa sezione vedremo quali sono i principali metodi per preparare un buon caffè, partendo naturalmente dai due ingredienti fondamentali: acqua e caffè.

E SPESSO
Il caffè espresso nacque a metà dell’Ottocento, grazie all’impazienza di un gentiluomo napoletano che voleva preparare un caffè senza dover aspettare a lungo. Per preparare un buon espresso si usano circa 6-7 grammi di caffè macinato finemente e acqua portata a una temperatura di 90-95 °, con una pressione di circa 0,9 atmosfere.
Il risultato è un caffè denso e corposo, grazie all’elevata percentuale di emulsioni oleose, che esaltano l’aroma intenso trattenuto da una crema compatta in superficie. Un piccolo segreto: se vuoi valutare il tuo espresso, osserva lo zucchero mentre attraversa la crema; più lentamente scende, migliore sarà il caffè!

IL VIAGGIO DEL CAFFÈ
Ma da dove viene il caffè? Sappiamo con certezza che proviene dalla regione abissina di Kaffa, in Etiopia. Probabilmente anche il suo nome deriva da questa regione, anche se molti lo fanno risalire al turco Khavè o all’arabo Qahwa, che significa stimolante. Grazie all’espansione araba, il caffè si diffuse in tutto il mondo islamico e nel XVI secolo fu aperta la prima caffetteria a Costantinopoli. Ma quando si iniziò a bere caffè in Italia? Nella seconda metà del XVI secolo, i grandi velieri che portavano in Italia merci di ogni genere iniziarono a scaricare i primi chicchi di caffè nei porti. Venezia fu la prima città ad assaporare questa bevanda nuova e particolare. Nel 1763 c’erano addirittura 218 locali in cui era possibile berla. E oggi? Oggi il caffè si beve in tutto il mondo e ogni paese ha sviluppato un proprio metodo per preparare questa bevanda. Il caffè è diventato oggetto di studi e ricerche; alla Vanderbilt University è stato persino creato un istituto dedicato al caffè. Alla American Chemical Society sono state presentate 50 ricerche sui suoi effetti e, secondo questi studi, il caffè potenzia l’effetto degli antidolorifici in caso di emicrania; tre tazze al giorno tengono lontani gli attacchi d’asma; è antidepressivo e migliora l’attenzione. Ma quante altre proprietà può avere!

TOSTATURA
Prima della tostatura, i chicchi di caffè devono essere essiccati. Esistono due metodi per prepararli: a secco e a umido. Con il metodo a secco, il caffè viene essiccato naturalmente al sole. Il trattamento a umido, invece, prevede la rimozione della buccia e della polpa che avvolgono i chicchi, tramite cilindri e ruote rivestiti di gomma dura, in apposite macchine chiamate «despolpadores». Dopo essere stato lavato accuratamente, il caffè viene essiccato e lasciato riposare in magazzini ben ventilati.
La tostatura è una fase delicata della lavorazione, che permette di esaltare e sprigionare gli oltre 900 oli essenziali contenuti nel chicco. Grazie a mani esperte, tostiamo il nostro caffè a temperature comprese tra i 200 ° e i 240 ° per circa 20 minuti, per poi raffreddarlo rapidamente, così da preservarne intatto l’aroma. Anche Pellegrino Artusi, maestro di buona cucina, scrisse: «... abbiate cura di toglierlo appena abbia preso il color marrone castagno e prima che mandi fuori l’olio; non biasimo quindi l’uso di Firenze, dove, per arrestarne subito la combustione, si sparge all’aria… ». Ancora oggi, l’aria è l’elemento che ci aiuta a non disperderne l’aroma tipico.

CAFFÈ
Di seguito presentiamo rapidamente i nostri prodotti, suddivisi per categoria. Cliccando sul nome del prodotto che ti interessa, puoi visualizzare una sintesi delle caratteristiche che lo contraddistinguono, compresi il tipo di confezione e la foto del pacchetto. Naturalmente, siamo a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda tu voglia farci.



