23 marzo 2023 · Di Darius Stan
I momenti migliori (e peggiori) per bere caffè durante la giornata

«Non bevo caffè dopo le 17» oppure «Il caffè si dovrebbe bere solo nella prima parte della giornata!» o ancora «A me il caffè fa venire sonno»... sono solo alcune delle frasi che sentiamo molto spesso quando si parla di caffè e di quando berlo per beneficiare appieno dei suoi effetti. Quindi, quando bere il caffè? Ci sono momenti migliori per gustare questa fantastica bevanda?
Questo articolo svelerà cosa c’è di vero dietro ai classici luoghi comuni sul caffè.
Quando bere il caffè: i momenti migliori e peggiori
Sappiamo tutti che il caffè è una delle bevande più apprezzate al mondo ed è la prima a cui pensiamo quando abbiamo bisogno di una carica di energia. Ma perché succede? Perché ci sentiamo subito meglio quando siamo stanchi e beviamo un caffè?
È uno dei tanti effetti placebo o c’è una base scientifica?
L’effetto energizzante del caffè è dovuto essenzialmente al suo contenuto di caffeina, una sostanza dalle proprietà stimolanti ed energizzanti che dà all’organismo una sferzata simile a quella del cortisolo e può aumentare la produzione di adrenalina e noradrenalina, innalzando così il livello di vigilanza e attenzione.
Dato che la domanda «quando bere il caffè?» ha sempre incuriosito i consumatori di questa bevanda, il neuroscienziato americano Steven Miller ha condotto uno studio per trovare risposte precise.
Quindi, qual è il momento migliore per bere il caffè?
Gli amanti del caffè rispondono senza esitazioni che ogni momento della giornata è quello giusto per gustare un espresso fumante, ma cosa dice la scienza?
Secondo Miller, il momento in cui si beve il caffè è molto importante, perché assumerlo nel momento sbagliato potrebbe favorire lo sviluppo di una dipendenza: a lungo andare, infatti, l’organismo ha bisogno di dosi maggiori di caffeina per percepirne gli effetti benefici. Per lo stesso motivo, scegliere il momento giusto per assumere caffeina ci aiuterebbe a evitare di sviluppare una dipendenza.
Sempre secondo questo studio, bere un caffè appena svegli, soprattutto se ci si alza prima delle 9, potrebbe non avere l’effetto desiderato, perché tra le 8 e le 9 del mattino il nostro organismo produce già un alto livello di cortisolo (è il momento della giornata in cui raggiunge il picco). I due effetti non si sommano, ma piuttosto ci predispongono a sviluppare una dipendenza. Al contrario, tra le 9:30 e le 11:30 i livelli di cortisolo iniziano a diminuire fisiologicamente; a quel punto, bere un caffè ci dà i maggiori benefici. La pausa caffè di metà mattina è un vero toccasana. Se non la facciamo, dovremmo imparare a inserirla nella nostra routine quotidiana. Bere il caffè in questa fascia oraria potenzia notevolmente gli effetti energizzanti della caffeina, che mantiene alti i livelli di attenzione fino a 5 ore.
L’altro picco fisiologico del cortisolo si verifica intorno alle 13:30/14:00; quindi, anche bere un caffè subito dopo pranzo non è una buona abitudine, sempre secondo Miller. Per affrontare il pomeriggio con energia, però, sarebbe consigliabile bere una tazza di caffè intorno alle 15. La caffeina, tuttavia, stimola i processi digestivi, soprattutto dopo un pasto abbondante. Non ci renderà più svegli, ma ci aiuterà a digerire meglio.
Poiché la caffeina ha un effetto stimolante, è meglio bere l’ultimo caffè prima delle 16:30/17:00, così da smaltire completamente questa sostanza prima di andare a dormire. Arrivare a sera con la caffeina assunta durante il giorno ancora in circolo potrebbe compromettere la qualità del sonno. Se però non riusciamo a rinunciare al caffè dopo cena, è meglio preferire quello decaffeinato per evitare di dormire male.
Quanto caffè bere?
Ora che abbiamo capito quando bere il caffè, sorge un’altra domanda: «quanto caffè posso bere ogni giorno?». Anche in questo caso, la scienza ci viene in aiuto. Secondo uno studio, un adulto sano dovrebbe mantenersi entro i 400 mg di caffeina al giorno, corrispondenti a un massimo di 4 caffè. Chi soffre di ipertensione (cioè di pressione alta) dovrebbe ridurre queste quantità, perché la caffeina, essendo una sostanza stimolante, aumenta anche i valori della pressione arteriosa.