10 luglio 2022 · Di Darius Stan
Caffè del Madagascar

Il Madagascar è uno Stato insulare dell'Oceano Indiano, nonché la quarta isola più grande del mondo. Da quando si è separato dal subcontinente indiano, oltre 88 milioni di anni fa, piante e animali hanno potuto evolversi in relativo isolamento: oltre il 90% della fauna selvatica dell'isola non si trova in nessun'altra parte del pianeta.
Un'altra cosa che puoi trovare lì (hai capito dove vogliamo arrivare...) è il caffè. Per gli abitanti del Madagascar il caffè è uno stile di vita, una vera ossessione nazionale. I malgasci sono appassionati della preparazione e del consumo della bevanda con caffeina preferita al mondo.
Quale percorso ha seguito il caffè per arrivare in Madagascar? Ha un impatto significativo sulla società? Cosa distingue la cultura del caffè malgascia dalle altre?
BREVE STORIA DEL CAFFÈ DEL MADAGASCAR
La vicina isola di Réunion, un tempo nota come Isola Bourbon, fu la prima a introdurre il caffè in Madagascar. Questo caffè etiope conobbe un breve periodo di prosperità, prima di crollare. Come ogni agricoltore laborioso, questi creoli di Réunion portarono le piante in Madagascar e avviarono la produzione di caffè.
Nel 1895, però, i colonizzatori francesi arrivarono in Madagascar e presero rapidamente il controllo della produzione di caffè. Negli anni Trenta, la politica coloniale fece del caffè la principale esportazione dell'isola. Un effetto positivo fu il sostegno, involontario, alla produzione dei piccoli coltivatori malgasci indigeni.
Nel 1947, tuttavia, un conflitto per le risorse tra i francesi, i creoli di Réunion e i nazionalisti malgasci portò a una delle crisi più sanguinose della storia coloniale francese. La lotta tra queste due forze contrapposte ha lasciato cicatrici profonde nella società malgascia.
Il Madagascar ottenne l'indipendenza nel 1960 e fino agli anni Ottanta fu uno dei maggiori esportatori di caffè dell'isola. In quel periodo, per volume, era l'ottavo produttore di caffè al mondo.
Si esportano anche chiodi di garofano, vaniglia e riso, ma la maggior parte della produzione agricola è destinata alla sussistenza. Gli agricoltori coltivano quanto basta per sfamare la famiglia e vendono le eccedenze nei mercati locali.
IL CAFFÈ IN SÉ
La produzione di caffè del Madagascar si è evoluta nel tempo. In passato, l'agricoltura del paese era costituita soprattutto da chicchi di robusta di bassa qualità; oggi, però, è aumentata la produzione di arabica di qualità superiore. Circa il 90% del caffè coltivato in Madagascar è ancora robusta, mentre il restante 10% è arabica.
Attualmente i chicchi di robusta del Madagascar sono considerati di ottima qualità. Il robusta viene esportato soprattutto in Francia.
Il robusta viene coltivato a un'altitudine di 100-300 metri lungo la costa orientale del paese, nella regione di Vatovavy-Fitovivany, ad Antalaha e Tamatave, oltre che a Nosy Be, nel nord-ovest, vicino ad Ambanja e lungo il fiume Sambirano.
L'arabica viene coltivato sugli altopiani centrali, nella provincia di Antananarivo e nei pressi del lago Alaotra, ad altitudini maggiori.
IL PROCESSO DI LAVORAZIONE DEL CAFFÈ
In Madagascar prevalgono piccole aziende agricole a conduzione familiare. Gli agricoltori investono tempo e impegno per produrre un prodotto di qualità. Le ciliegie di caffè vengono raccolte a mano, poi lavate ed essiccate al sole.
La maggior parte delle colture, compreso il caffè, viene coltivata con metodi biologici da secoli, ma senza certificazione. Questi agricoltori assicurano che il caffè venga coltivato nel miglior modo possibile alternando le colture e affidandosi a fertilizzanti naturali e selvatici. Questo favorisce la biodiversità e l'impiego costante di trattamenti antiparassitari naturali per mantenere l'ambiente il più pulito possibile.
Il successo del Madagascar nell'esportazione di altri prodotti di alta qualità, come la vaniglia, ha alimentato la speranza che i suoi chicchi di arabica possano lasciare il segno sul mercato internazionale del caffè specialty. Nel 2017, il Madagascar ha esportato 1.600 tonnellate di vaniglia lavorata, per un valore di oltre 680 milioni di dollari: speriamo che un giorno il caffè segua lo stesso percorso!
L'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) si è impegnata molto per sostenere e promuovere il successo dei coltivatori di robusta e arabica del Madagascar.
Sono stati istituiti centri innovativi di formazione e lavorazione per dimostrare nuove tecniche dedicate alla coltivazione del caffè, alla tostatura dei chicchi e a pratiche agricole alternative ed ecologiche.
UN SETTORE UNICO (CON LATTINE DI LATTE CONDENSATO?)
Se ti capita di visitare il paese, una cosa è certa: non dovrai faticare per trovare del delizioso caffè verde. Viene venduto nei mercati di tutto il Madagascar, dove di solito lo si preleva da grandi sacchi usando lattine da 390 g di latte condensato.
Sì, sappiamo che può sembrare un modo insolito per misurare la quantità di caffè, ma abbi pazienza. Il latte condensato è molto popolare in Madagascar, quindi queste pratiche lattine si trovano praticamente ovunque. Nei mercati di quartiere, il caffè si acquista proprio prelevandolo a lattine.
Nei mercati non si vende solo caffè verde: il caffè preparato è onnipresente e rappresenta un'importante fonte di reddito per molte persone in Madagascar. Questo vale soprattutto per le donne: al di fuori dell'agricoltura, il 51% delle lavoratrici dell'Africa subsahariana lavora come venditrice.
UN RUOLO IMPORTANTE
Poiché gli abitanti del Madagascar sono grandi intenditori di caffè, queste venditrici sono fondamentali, soprattutto per chi non può permettersi di consumarlo nei caffè specialty. Queste bancarelle improvvisate si trovano praticamente ovunque e sono sempre pronte a servire un caffè quando è il momento di ricaricarsi.
Queste venditrici, però, non offrono solo caffè. Molte persone in Madagascar si affidano a loro per il cibo, perché non hanno né alimenti né combustibile per cucinare. Per queste persone, le tradizionali gallette di riso servite insieme al caffè sono un nutrimento prezioso.
Fare la venditrice è un lavoro duro e poco remunerato; raramente si guadagna abbastanza per garantire ai propri figli un'istruzione sicura, o per permettersi una casa dignitosa o l'assistenza sanitaria. Eppure, queste venditrici sono fondamentali per le comunità indigene del Madagascar: offrono l'importantissimo piacere di una tazza di caffè caldo.
UNA PASSIONE DI CUI ANDARE FIERI
Gli agricoltori del Madagascar stanno riscoprendo i metodi tradizionali per produrre un caffè dal gusto eccellente, apprezzato sia sull'isola che al di fuori.
In questo paese il caffè non è solo una carica di energia: è uno stile di vita. Gli abitanti del Madagascar non lo usano soltanto per iniziare la giornata: dalla sua produzione dipende anche la vita di molti di loro. È una coltura importante, da tempo parte della storia e dell'identità del Madagascar, e non è destinata a scomparire presto.