28 maggio 2022 · Di Darius Stan
Caffè dall’Indonesia

La Repubblica d’Indonesia, una terra meravigliosa situata tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano, è composta da oltre 16.000 isole montuose e vulcaniche. Tra queste spiccano Java, Sumatra e Sulawesi. La loro posizione, appena a sud dell’equatore, offre l’ambiente ideale per coltivare il caffè. Considerate queste premesse, il gusto non può che essere straordinario. Scopriamo quali altri fattori contribuiscono a rendere così speciale questo prodotto naturale.
Uno sguardo alla storia
Per l’Indonesia tutto ebbe inizio alla fine del XVII secolo, quando i coloni olandesi contrabbandarono chicchi di caffè dallo Yemen all’isola di Java. Meno di cento anni dopo, i chicchi bourbon prosperavano come mai prima, dimostrando quanto fossero adatti a quel clima. Il successo fu tale che, più o meno nello stesso periodo, lo Yemen iniziò a esportare commercialmente chicchi di arabica. Cogliendo l’occasione, a metà Ottocento i coloni olandesi fondarono grandi piantagioni di arabica non solo sull’isola di Java, ma anche a Sulawesi, Bali, Timor e Sumatra. Nonostante gli ottimi risultati delle piantagioni di caffè, il caffè divenne una coltura da reddito di successo solo negli anni Venti del Novecento. Ciò avvenne soprattutto perché, più o meno in quel periodo, la coltivazione passò nelle mani dei piccoli proprietari terrieri. Gli stessi coltivatori beneficiarono di un impulso nel 1945, quando molte piantagioni di proprietà straniera furono nazionalizzate in seguito all’indipendenza dell’Indonesia dagli olandesi.
Oggi l’Indonesia occupa con orgoglio un posto tra i primi dieci produttori di caffè al mondo: un risultato straordinario, se si considera che oltre il 90% del caffè del Paese viene coltivato naturalmente dagli stessi piccoli proprietari terrieri, ciascuno dei quali possiede non più di un ettaro. Continuano inoltre a usare le antiche tecniche tradizionali, come il metodo di lavorazione a umido noto come Giling Basah.
Che cos’è il Giling Basah?
Come abbiamo già accennato, è un metodo di lavorazione a umido. Ecco come funziona: dopo la raccolta delle ciliegie di caffè, la buccia esterna viene rimossa meccanicamente con macchine spolpatrici costruite localmente. Poiché i chicchi sono ancora ricoperti di mucillagine appiccicosa, vengono lasciati riposare per circa un giorno, durante il quale avviene la fermentazione naturale che ne riduce la viscosità. In seguito, i chicchi, ancora protetti dal pergamino, vengono lavati e messi ad asciugare.
Ciò che distingue il Giling Basah dal metodo tradizionale è che i chicchi vengono decorticati quando hanno un contenuto di umidità di circa il 30%-35%, quindi sono ancora semiumidi. Solo dopo vengono lasciati asciugare fino a raggiungere il 12%, la percentuale richiesta per l’esportazione. Questo metodo unico conferisce ai chicchi un caratteristico colore verde-bluastro, riducendo al contempo l’acidità e aumentando il corpo.
Un altro nome del Giling Basah è «piede di capra», perché i chicchi di caffè verde tendono a presentare una fessura a un’estremità e finiscono per assomigliare a uno zoccolo fesso.
Scopriamo il gusto!
I caffè indonesiani sono apprezzati per i loro sapori unici, che regalano una sensazione vellutata in bocca e note terrose. Ciò dipende soprattutto dal fatto che vengono coltivati nella cenere vulcanica, tra piante di peperoncino e altre spezie. Anche la brezza marina, le altitudini elevate e le antiche foreste naturali contribuiscono al risultato finale. Naturalmente, ogni regione ha caratteristiche uniche, che si riflettono in un gusto diverso.
Bali, celebre meta turistica, si trova a est di Java ed è nota anche, in una certa misura, per il caffè che produce, come il kopi luwak, o caffè di zibetto. La vicinanza al vulcano Mount Batur e il terreno ricco danno origine a un gusto complesso, legnoso e delicatamente agrumato e speziato, con un corpo intenso e setoso e una bassa acidità.
L’isola di Flores offre invece un caffè dalle note cioccolatose, dolce, con sentori floreali e terrosi. È il risultato dell’incrocio tra i chicchi di Java e quelli portati a Flores dai mercanti portoghesi. Le condizioni locali includono inoltre altitudini superiori ai 7.500 metri, terreno fertile ricco di cenere vulcanica e un clima nel complesso perfetto.
La celebre isola di Java è la culla del caffè indonesiano. Grazie alle altitudini elevate, superiori ai 4.500 metri, e al terreno vulcanico, le piante assorbono facilmente tutti i nutrienti che danno vita a un gusto ricco e corposo, con note di cioccolato e sentori speziati di peperoncino che hanno conquistato il mondo del caffè.
Papua è la parte indonesiana della Nuova Guinea, storicamente nota come Irian Java. Si divide inoltre in due principali aree di coltivazione: la Baliem Valley e la Kamu Valley. Anche qui le altitudini superano i 4.500 metri, e il fattore che distingue Papua è la copertura naturale d’ombra. Ne deriva un caffè setoso e sciropposo, con una ricca base di cioccolato e note di coda dolci e speziate, simili allo sciroppo d’acero.
Che ne pensi? Il caffè indonesiano merita sicuramente di essere assaggiato, soprattutto se sei un buongustaio nel mondo del caffè. Le sue note speziate uniche sono il suo tratto distintivo e lo rendono ancora più interessante. Non vediamo l’ora di conoscere la tua opinione!