13 marzo 2022 · Di Darius Stan
Caffè dell’Ecuador

Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi a un buon caffè? Probabilmente il Brasile o la Colombia: hanno sicuramente conquistato il loro posto, ma ci sono anche diversi paesi che stanno rapidamente recuperando terreno. Tra questi troviamo l’Ecuador, un paese con uno degli ecosistemi più diversificati e, di conseguenza, una grande varietà di caffè. Viene coltivato ai piedi delle Ande, dove il suolo è basso e fertile. Una delle caratteristiche che distinguono il caffè ecuadoriano dagli altri sono le sue note dolci, fruttate e delicatamente floreali.
Una breve storia
La storia del caffè ecuadoriano inizia negli anni Sessanta dell’Ottocento, nella provincia di Manabí. Gli abitanti capirono presto quanto potesse essere redditizia la coltivazione del caffè e ne sfruttarono appieno il potenziale. Tutto procedette così bene e con tanta costanza che negli anni Cinquanta il caffè divenne uno dei principali prodotti d’esportazione e negli anni Ottanta la seconda coltura più preziosa. Questa rapida ascesa non poteva preparare gli ecuadoriani a ciò che sarebbe accaduto.
Purtroppo, la crisi economica degli anni Novanta, causata dal crollo dei prezzi a livello globale, e la successiva crisi economica ecuadoriana dei primi anni Duemila provocarono un brusco calo della produzione di caffè. Anche se sembrava impossibile tornare all’epoca d’oro, oggi l’Ecuador può affermare con orgoglio di essere uno dei soli 15 paesi a produrre sia Arabica sia Robusta, continuando al contempo a crescere sul mercato.
Questo è possibile grazie al recupero delle vecchie piantagioni e alla sostituzione degli alberi invecchiati e poco produttivi. L’intera industria del caffè ecuadoriana è composta da tante piccole aziende agricole a conduzione familiare. Perciò, il modo migliore per capire questa particolare cultura del caffè è conoscere la storia di una di queste aziende.
Cafe Merino Lugmapata
Questa azienda agricola si trova a Pallatanga, nella provincia di Chimborazo, a poche ore dalla capitale, Quito. La regione ospita anche la montagna più alta, il Chimborazo, ed è per questo che l’azienda si trova a un’altitudine compresa tra i 1.800 e i 2.000 piedi.
È entrata a pieno titolo nel mercato del caffè nel 2012, adottando pratiche agricole tradizionali come la raccolta manuale, il lavaggio e l’utilizzo di prodotti naturali. Questi sforzi hanno dato vita a un caffè più pulito, che ha poi conquistato il primo posto nella competizione di cupping Golden Cup del 2017, diventando il miglior caffè dell’Ecuador. Sorprendentemente, solo il 10% viene venduto nel paese, mentre il restante 90% è esportato, principalmente negli Stati Uniti e in Corea del Sud. La piccola parte che resta in Ecuador viene utilizzata per aiutare a far nascere il maggior numero possibile di caffetterie specialty.
Per chi lavora qui, il periodo più intenso dell’anno va da giugno a settembre, quando si svolge la raccolta. Il processo comprende diverse fasi: dal controllo del raccolto all’irrigazione, dal lavaggio alla fermentazione, fino all’essiccazione e alla decorticazione dei chicchi di caffè.
Quando tutti questi processi vengono eseguiti alla perfezione, il caffè raggiunge la qualità più alta. Naturalmente, hanno un ruolo fondamentale anche le varietà coltivate: Sarchimor, Sidra, Pache e Typica. Sono tutte di ottima qualità e ciascuna ha caratteristiche uniche. Per esempio, Sarchimor resiste ai parassiti e alla ruggine, Sidra ha un profilo aromatico dolce, Pache può essere coltivata in spazi più ristretti e Typica presenta una combinazione di caratteristiche molto complessa.
Può sembrare che un settore composto esclusivamente da piccole aziende agricole a conduzione familiare sia poco affidabile e imprevedibile, ma questa strategia si rivela fondamentale per costruire la reputazione di un paese nel mondo del caffè specialty e, in molti casi, può fare la differenza. Inoltre, questo tipo di coltivazione garantisce un futuro più verde, perché le persone si prendono maggiormente cura dell’acqua e dell’aria e scelgono di utilizzare solo tecniche e prodotti naturali.
L’Ecuador ci insegna una lezione molto importante sulla perseveranza e su quanto sia fondamentale avere fiducia nella propria gente. Anche quando sembrava che il futuro dell’industria del caffè fosse compromesso, aziende agricole come Cafe Merino Lugmapata hanno capito di essere artefici del proprio destino e hanno scelto di agire. Sono risorte dalle ceneri e non hanno mai perso fiducia nel processo che le aveva portate in alto fin dall’inizio.
Questa energia si ritrova sicuramente nel loro caffè, che basta assaggiare per provare una rinnovata sensazione di speranza. E non è tutto: l’aroma leggero e, allo stesso tempo, intenso conquisterà i tuoi sensi. Un’esperienza da non perdere!