30 giugno 2022 · Di Darius Stan
Caffè della Costa d’Avorio

La Costa d’Avorio è uno Stato dell’Africa occidentale affacciato sul Golfo di Guinea. La costa occidentale è caratterizzata da rocce, baie e promontori rocciosi; quella orientale è attraversata da lagune ampie e profonde, perlopiù separate dal mare da piccoli arcipelaghi sabbiosi che formano una barriera naturale tra la zona costiera e il mare aperto. La Costa d’Avorio è un Paese meraviglioso, dove spiagge mozzafiato, in cui è praticamente impossibile non imbattersi in stelle marine e altre specie marine, lasciano il posto a foreste ricche di biodiversità man mano che dall’oceano ci si addentra verso l’entroterra.
L’entroterra è caratterizzato da fitte foreste pluviali che digradano rapidamente verso nord, lasciando il posto a una vegetazione più rada, tipica della savana. Gli unici rilievi si trovano nelle regioni occidentali di Man e Odienné; tra questi spiccano i monti Nimba.
Il clima della Costa d’Avorio è caldo e umido: subequatoriale sulla costa meridionale, tropicale al centro e arido nella parte settentrionale.
In Costa d’Avorio si trova uno dei parchi più importanti del mondo, che ospita una delle ultime foreste pluviali dell’Africa occidentale. È il Parco nazionale di Taï, Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1982 grazie alla presenza di specie rare, come una particolare specie di ippopotamo, l’ippopotamo pigmeo (così chiamato per le sue dimensioni ridotte), dichiarato a rischio di estinzione nella Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).
Breve storia della Costa d’Avorio
In origine la Costa d’Avorio era costituita da numerosi insediamenti; oggi comprende più di sessanta tribù distinte, tra cui Dan, Lobi e Malinke. Nel XV secolo la Costa d’Avorio attirò commercianti francesi e portoghesi, in cerca di avorio e schiavi. I commercianti francesi fondarono i primi insediamenti all’inizio del XIX secolo e nel 1842 ottennero concessioni territoriali dalle tribù locali, estendendo gradualmente la propria influenza lungo la costa e nell’entroterra. Nel 1893 l’intera area fu costituita in territorio; dopo la seconda guerra mondiale divenne una repubblica autonoma e nel 1960 ottenne l’indipendenza. Nel 1959 la Costa d’Avorio formò un’unione doganale con il Dahomey (Benin), il Niger e il Burkina Faso. È il maggior esportatore di cacao al mondo e uno dei maggiori esportatori di caffè.
Storia del caffè della Costa d’Avorio
La varietà Liberica fu introdotta nel 1885 da Arthur Verdier. Nel 1910 un agricoltore europeo di nome Beynis introdusse una varietà del Gabon, che si diffuse rapidamente nella regione di Anyi. La vera svolta arrivò però nel 1915 con l’introduzione della varietà Robusta proveniente da Giava e dal Congo belga. Il Robusta si adattò bene al clima e si dimostrò resistente alle malattie.
In passato la Costa d’Avorio era uno dei maggiori produttori di caffè al mondo: dall’indipendenza, nel 1960, fino all’inizio degli anni Ottanta, il Paese visse un lungo periodo di notevole sviluppo economico. Negli anni successivi, però, l’economia subì una forte battuta d’arresto a causa del crollo dei prezzi dei principali prodotti esportati e fu ulteriormente danneggiata dalla siccità che colpì il Paese. Fu avviato un programma di privatizzazione e il governo tentò, senza successo, di diversificare l’economia nazionale. Nonostante questi sforzi, la Costa d’Avorio continuò a dipendere in larga misura dall’agricoltura e dalle attività correlate: oggi il 70% della popolazione lavora nel settore agroalimentare, su cui si basa l’economia del Paese. Di conseguenza, le oscillazioni dei prezzi internazionali e le condizioni meteorologiche incidono sui risultati economici.
Oggi la Costa d’Avorio è uno dei principali produttori di caffè e raggiunge quantità in grado di soddisfare gran parte della domanda mondiale di Robusta naturale e lavato. Una parte considerevole di questo caffè viene usata per produrre caffè solubile. Oltre al Robusta si coltiva anche l’Arabusta, un ibrido tra Arabica e Robusta creato negli anni Settanta dall’ente parastatale Center d’Étude pour le Développement de l'Arabusta (CEDAR), oggi destinato soprattutto al mercato francese.
Questa varietà offre una produzione più elevata e una maggiore resistenza alle malattie e al clima secco, caratteristiche tipiche del Robusta, ma presenta anche alcune qualità più pregiate dell’Arabica.
I caffè della Costa d’Avorio sono classificati in gradi e categorie, a ciascuno dei quali corrispondono determinate percentuali di vagliatura e un numero specifico di difetti. Il migliore è il Robusta della Costa d’Avorio Gr. 0, categoria Excellence. Seguono, in ordine decrescente, Extra Prime Gr. 1, Prime Gr. 2, Superior Gr. 3 e Courant Gr. 4.
Il caffè destinato all’esportazione deve essere privo di odori sgradevoli. Non deve contenere chicchi neri; le ciliegie e il numero di difetti devono rispettare i limiti stabiliti dalla tabella dei difetti utilizzata per i caffè Robusta. Il caffè della Costa d’Avorio di grado 0 e 1 può essere utilizzato, in percentuale minima, nelle miscele di buona qualità per espresso, per aggiungere un po’ di corpo e crema al prodotto.