23 ottobre 2022 · Di Darius Stan
Bicerin: la storica bevanda tipica piemontese

Che si beva ristretto, corto o lungo, il caffè in Italia vanta una lunga e gloriosa tradizione, arricchita anche da specialità locali come il bicerin, una storica bevanda tipica piemontese da non confondere con l’omonimo liquore.
Proprio questa deliziosa bevanda a base di caffè, cioccolato e crema di latte è diventata uno dei simboli di Torino: scopriamola meglio attraverso la sua affascinante storia e impariamo a prepararla per gustarla comodamente a casa.
La storia del bicerin
«Bicerin» è un termine del dialetto piemontese che significa «bicchierino» e indica un piccolo recipiente di vetro senza manico, appoggiato sul classico piattino di ceramica. La bevanda, infatti, prende il nome dal bicchiere in cui viene servita tradizionalmente.
La bevanda discende dalla bavareisa del XVIII secolo, i cui ingredienti erano caffè, cioccolato, latte e sciroppo, serviti rigorosamente separati e poi mescolati dal cliente. A partire dal XIX secolo si diffusero tre varianti del bicerin: pur fiur (una preparazione simile al cappuccino, a base di latte e caffè), pur e barba (cioccolato e caffè) e 'n poc 'd tut (che significa «un po’ di tutto»), la versione più apprezzata, con tutti gli ingredienti, arrivata fino ai giorni nostri.
Il bicerin, simbolo di Torino
Il bicerin fu preparato per la prima volta nello storico caffè torinese «Caffè Al Bicerin», che, vista la grande popolarità della bevanda, decise di legare indissolubilmente il proprio nome al suo.
La diffusione della bevanda fu inizialmente favorita dalla posizione del caffè in cui era stata inventata, di fronte all’ingresso del Santuario della Consolata. Il bicerin, infatti, era un nutriente ristoro per i fedeli la domenica dopo la messa e durante i periodi di digiuno quaresimale.
Ben presto anche altri caffè di Torino iniziarono a preparare e servire la nuova miscela, contribuendo a farla diventare uno dei simboli della città. Dal 2001 il governo italiano ha inserito il bicerin nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali.
Ammiratori illustri
Al successo e alla diffusione della storica bevanda piemontese hanno contribuito personaggi illustri, noti estimatori di questa deliziosa specialità come Camillo Benso Conte di Cavour, Giacomo Puccini e Pablo Picasso.
Per Alexandre Dumas padre, il bicerin era una delle bellezze imperdibili di Torino. Erminio Macario era un vero appassionato della bevanda, che spesso gustava in compagnia di altri attori, tra cui Carlo Campanini.
Ernest Hemingway riservò alla bevanda un posto nella sua lista personale delle cento cose al mondo da salvare a ogni costo. Umberto Eco dedica ampio spazio ricco di dettagli alla specialità piemontese del Caffè Al Bicerin nel suo romanzo storico «Il cimitero di Praga».
Bicerin: la ricetta
Secondo la tradizione, il segreto per gustare un vero bicerin è non mescolare gli ingredienti, così che sapori e temperature diversi si incontrino direttamente sul palato. Scopriamo come preparare il bicerin per gustare anche a casa questa storica specialità torinese.
Ingredienti
- 200 ml di espresso. Per preparare questa bevanda si consiglia una miscela dall’aroma intenso, come un 100% Arabica per moka.
- 200 g di cioccolato fondente.
- 50 ml di panna fresca.
- 30 ml di latte intero fresco.
- 2 cucchiai di zucchero.
Preparazione
Prepara il caffè con la moka e, nel frattempo, sciogli il cioccolato fondente in un pentolino insieme al latte.
Versa lo zucchero nel pentolino e mescola fino a ottenere una crema liscia.
Versa la crema nel bicchierino e aggiungi il caffè.
Monta la panna fresca con un po’ di zucchero e completa il bicerin, pronto da gustare ben caldo.