Cafendo

17 luglio 2022 ·

Da dove arriva il nostro caffè?

Da dove arriva il nostro caffè?

Ti è mai venuta la curiosità di scoprire quanta strada ha fatto il tuo caffè prima di arrivare nella tua tazza? Se ne bevi molto, pensaci: quanto caffè consumi ogni giorno? Quante confezioni o lattine di caffè hai comprato l’anno scorso? Di certo non poche. Ora somma tutte le tazze di caffè che hai bevuto e pensa a quanti chicchi sono serviti. E questo riguarda solo te. E tutti gli altri bevitori di caffè nel mondo? E le caffetterie?

#1:

Be’, qualcuno deve fornire tutto questo e, naturalmente, qualcuno deve essere al primo posto. Come puoi immaginare, si tratta del Brasile, con la cifra impressionante di oltre due milioni e mezzo di tonnellate all’anno, composte perlopiù da varietà di Arabica, secondo le statistiche del 2019. Se fai fatica a immaginarti questa quantità, corrisponde all’incirca a 44 milioni di sacchi da 60 chilogrammi ciascuno. In realtà non è poi così tanto, se pensi che il Brasile rappresenta solo il 35% del mercato mondiale del caffè e che gli Stati Uniti sono il primo Paese a cui si affida per la propria tazza di caffè. Lo so, incredibile. E non è tutto! Gli agricoltori brasiliani non raccolgono nemmeno tutti i chicchi da ogni pianta, quindi la capacità del Brasile è in realtà molto maggiore.

#2:

Al secondo posto troviamo il Vietnam, con una capacità pari a metà di quella del Brasile, ma pur sempre una cifra impossibile da ignorare: oltre un milione e mezzo di tonnellate. Anche in questo caso si tratta ogni anno di circa 27-28 milioni di sacchi da 60 chilogrammi ciascuno. Sebbene rappresenti solo il 22% circa del mercato mondiale del caffè, in Vietnam ci sono 2,6 milioni di persone il cui sostentamento dipende dall’industria del caffè. La varietà più coltivata è la Robusta.

03, con una piccola quantità di Arabica. I vietnamiti sono così appassionati di caffè che nella città di Saigon non solo c’è una caffetteria a ogni angolo: gli imprenditori locali hanno salvato dalla demolizione un edificio di nove piani, aprendo una caffetteria diversa a ogni piano. Vale la pena salire?

#3:

Non possiamo dimenticare la nostra terza grande alleata, la Colombia, che produce 810 mila tonnellate di caffè, pari a circa 13 milioni e mezzo di sacchi. La Colombia rappresenta così il 6% del mercato mondiale del caffè e produce un po’ di ogni varietà. Anche se i suoi numeri non sono così alti rispetto al resto del mondo, questo non significa che il caffè non sia una cosa seria. L’economia del Paese ruota soprattutto attorno all’esportazione di caffè, con circa 875.000 ettari coltivati. Sorprendentemente, questa superficie è suddivisa tra tanti piccoli agricoltori, ognuno con il proprio appezzamento. Questo accade perché i colombiani non dimenticano l’ambiente, nemmeno quando dipendono da questa attività. Hanno imparato che le grandi piantagioni non sono sostenibili, perché finiscono per danneggiare il suolo. Sono senza dubbio quelli che hanno fatto del caffè l’elemento più centrale della propria identità.  

#4:

Al quarto posto c’è l’Indonesia, responsabile di 666 mila tonnellate, pari a 11 milioni di sacchi, e orgogliosa di detenere il 6% del mercato. Qui una varietà piuttosto comune è l’Arabica, soprattutto perché agli inizi l’Indonesia produceva esclusivamente questa varietà. Purtroppo, la ruggine delle foglie, una malattia comune tra le piante di caffè, ha vanificato tutto il loro duro lavoro e gli agricoltori hanno iniziato a sostituire l’Arabica con la Robusta, lentamente ma inesorabilmente. Oggi l’Arabica rappresenta solo il 25% del raccolto. Come in Colombia, si evitano le grandi piantagioni e ci si affida piuttosto a singoli agricoltori con piccoli appezzamenti. Ciò che distingue l’Indonesia è la produzione del caffè più costoso e famoso al mondo: il caffè luwak. 

#5:

L’Etiopia occupa con orgoglio il quinto posto e contribuisce con 380 mila tonnellate, ovvero 6.400.000 sacchi. È poco dietro all’Indonesia in termini percentuali, con il 5% del mercato, ma non dovremmo giudicare troppo in fretta. I numeri forse non sono altrettanto impressionanti, ma non dimentichiamo che questo Paese è considerato da molti la culla del caffè e che circa 15 milioni di persone dipendono economicamente da questa attività. Qui troviamo soprattutto Arabica, ma l’Etiopia è ancora più speciale perché, pur non avendo la produzione più grande, ha la migliore, con sapori e aromi tra i più complessi al mondo. E se pensi che ci sono ancora tante altre varietà da scoprire, be’… possiamo solo sognare.

Allora, che ne pensi? Ti eri mai chiesto quanto fosse grande quest’industria? Quello di cui abbiamo parlato è solo la punta dell’iceberg: molti altri Paesi svolgono un ruolo importante nella produzione e distribuzione del caffè nel mondo.