Guatemala
Molti ritengono che il caffè sia stato introdotto per la prima volta in Guatemala dai gesuiti intorno al 1750, anche se alcune testimonianze riferiscono che veniva coltivato e servito già nel 1747. Come in El Salvador,…
244 prodotti · Paese di consegna: Italia – prima le torrefazioni con sede lì, poi quelle che secondo il loro shop spediscono lì

Good As Gold
FTO Guatemala Codech
11,37 USD
Media
Good As Gold
Guatemala Finca El Pacayalito
7,86 USD
Media
Kuma Coffee
Classic
17,50 USD
Media
Beanfruit
Old Route 4 Dark Roast
11,83 USD
Scura
Beanfruit
Crimson Stamp Signature Blend
11,83 USD

Elm Coffee Roasters
Guatemala Lazaro Constanza
17,45 USD
Media
Caffe Ladro
Guatemala Juan Alva Tello
15,70 USD
Chiara
DOMA Coffee
COLOMBIA
20,00 USD
Scura
DOMA Coffee
GUATEMALA
19,00 USD
Scura
Lee Coffee
Guatemala Fraijanes
7,07 USD
Green Cup Coffee
Coffee Tempixque
8,90 USD
Chromatic Coffee Co.
Guatemala - La Florida
23,26 USD
Chromatic Coffee Co.
Guatemala - Florencia
23,26 USD

Kimbo Caffè Marchio industriale
Kimbo 5 Origini 100% Arabica - ESE compostable coffee pods
3,99 USD
Media
Kimbo Caffè Marchio industriale
Kimbo 5 Origini 100% Arabica - Nespresso®* compatible coffee capsules
2,99 USD
Media
Peet's Coffee Marchio industriale
Organic French Roast
11,11 USD
Molto scura
Boss Coffee Marchio industriale
RAINBOW MOUNTAIN BLEND
0,00 USD

Malongo Marchio industriale
GROUND COFFEE GUATEMALA
4,70 USD
Media
Malongo Marchio industriale
COFFEE BEANS GUATEMALA ANTIGUA
6,80 USD
Media
Malongo Marchio industriale
CAFÉ GRAINS GUATEMALA
6,20 USD
Media
Gavina Marchio industriale
GUATEMALA ANTIGUA COFFEE
9,91 USD
Media
Dallmayr Marchio industriale
San Sebastian Munich jewelry box ground
13,80 USD
Media
Dallmayr Marchio industriale
San Sebastian can ground green
7,40 USD
Media
Dallmayr Marchio industriale
San Sebastian jewelry box ground green
13,80 USD
MediaMolti ritengono che il caffè sia stato introdotto per la prima volta in Guatemala dai gesuiti intorno al 1750, anche se alcune testimonianze riferiscono che veniva coltivato e servito già nel 1747. Come in El Salvador, il caffè non diventò una coltura importante in Guatemala fino a dopo il 1856, quando l’invenzione dei coloranti chimici ridusse la domanda di indaco, che all’epoca era il principale prodotto finito.
Il governo aveva già fatto diversi tentativi per diversificare la produzione e ridurre la dipendenza dall’indaco. Nel 1845 istituì il Comitato per la coltivazione e la promozione del caffè, che preparò materiali informativi per i coltivatori e contribuì anche a determinare prezzi e standard qualitativi. Nel 1868 il governo distribuì circa un milione di semi di caffè per dare ulteriore impulso al settore.
Quando Justo Rufino Barrios salì al potere nel 1871, divenne il principale sostenitore delle piantagioni di caffè. Purtroppo, le sue riforme privarono ulteriormente delle proprie terre le popolazioni indigene del Guatemala, portando alla vendita di circa 400.000 ettari (990.000 acri) di terre pubbliche. Queste divennero grandi piantagioni di caffè. Gli sforzi per incoraggiare la produzione di caffè diedero tuttavia i loro frutti: nel 1880 il caffè rappresentava circa il novanta per cento delle esportazioni del Guatemala.
Il caffè tornò a intrecciarsi con la politica del paese dopo la depressione globale degli anni Trenta. Jorge Ubico salì al potere e cercò di abbassare il prezzo del caffè per incentivare le esportazioni. Realizzò un’ampia rete infrastrutturale, ma diede maggiore potere e terre alla United Fruit Company (UFC) americana, che divenne estremamente influente. Ubico si dimise in seguito a uno sciopero generale e alle proteste.
Seguì un periodo di libertà democratica e di espressione; nel 1953 il presidente Arbenz propose una legge di riforma agraria per espropriare le terre, in gran parte controllate dalla UFC, e ridistribuirle a fini agricoli. Sia i grandi proprietari delle piantagioni di caffè sia la UFC, con il sostegno del Dipartimento di Stato americano, si opposero alle riforme. Nel 1954 il colpo di Stato della CIA rovesciò il governo Arbenz e le riforme agrarie proposte non furono mai attuate. Il paese fu così avviato verso la guerra civile, durata dal 1960 al 1996. Molti dei problemi che alimentarono il conflitto — povertà, distribuzione delle terre, fame e razzismo nei confronti delle popolazioni indigene — sono ancora presenti oggi.
La produzione di caffè del Guatemala raggiunse il picco all’inizio del nuovo millennio, quando, dopo la crisi del caffè del 2001, molti produttori passarono dal caffè alle noci di macadamia e agli avocado. Anche la ruggine del caffè è un problema in crescita per i coltivatori di tutto il paese e incide sulla produzione.
Tracciabilità
I caffè guatemaltechi devono essere tracciabili fino alla singola azienda agricola, a una cooperativa o a un gruppo di produttori. Sebbene alcune regioni del Guatemala siano oggi protette da denominazioni di origine, il paese vanta da tempo aree di produzione di caffè di alta qualità: molti coltivatori possiedono infatti impianti di lavorazione a umido e lavorano il proprio caffè.
Profilo aromatico
I caffè guatemaltechi presentano un’ampia varietà di aromi e sapori: si va da caffè più leggeri, molto dolci, fruttati e complessi, a tazze più corpose, ricche e cioccolatose.