24 novembre 2022 · Di Darius Stan
Caffè Central, Vienna

Vienna non è stata la prima città della storia ad avere una caffetteria, nonostante la tradizione dei caffè viennesi sia conosciuta in tutto il mondo. Già nel XII secolo, la Mecca contava numerose caffetterie. A Venezia, nel 1647, fu aperta la prima caffetteria d’Europa. In Inghilterra, i primi caffè aprirono nel 1650 e nel 1652. Inoltre, la prima caffetteria di Vienna aprì solo nel 1683.
Nonostante non sia stata la città d’origine di questa cultura, Vienna ha sviluppato una tradizione dei caffè senza eguali al mondo. Vienna vanta alcuni dei migliori caffè e delle migliori caffetterie che si possano trovare!
La cultura dei caffè viennesi nacque intorno al 1683.
La conclusione dell’assedio di Vienna del 1683 ebbe un impatto significativo sulla storia dei caffè viennesi. Secondo la leggenda, Georg Franz Kolschitzky (1640–1694), cittadino di Vienna, fu il primo a ottenere il permesso di vendere caffè in città, grazie ai suoi atti valorosi durante l’assedio di Vienna. I chicchi di caffè lasciati dai coloni turchi furono alla base del suo successo. Una strada nel quarto distretto di Vienna porta il suo nome e all’incrocio tra Favoritenstraße e Kolschitzkygasse fu eretta una statua in suo onore.
Tuttavia, fu l’informatore armeno Diodato a fondare davvero la prima caffetteria di Vienna. Lavorava per la corte imperiale viennese ed era un uomo che custodiva molti segreti. Conosceva i chicchi scuri e l’arte di preparare il caffè nel suo paese natale. A Wieden, il quarto distretto di Vienna, c’è un parco che porta il suo nome.
Quando le tradizioni cambiano
Molte delle caratteristiche che ancora oggi definiscono un caffè in stile viennese erano già presenti nelle prime caffetterie. A ogni tazza di caffè veniva servito un bicchiere d’acqua, e i camerieri avevano a disposizione tavoli da biliardo e da gioco.
Nel 1720, il Kramersches Kaffeehaus, nel centro di Vienna, fu la prima caffetteria a offrire giornali ai propri avventori. Quando fu permesso per la prima volta di servire cibi e bevande caldi, si segnò una svolta importante nella storia dei caffè viennesi. Nel 1808, però, il prezzo dei chicchi di caffè in Austria aumentò notevolmente a causa del blocco continentale imposto da Napoleone all’Inghilterra. I proprietari delle caffetterie dovettero cercare alternative per evitare la bancarotta, dando così impulso alla nascita dei caffè-ristorante.
Dopo il Congresso di Vienna del 1814–1815, la scena dei caffè della città rifiorì. Durante l’epoca Biedermeier, il caffè viennese divenne l’emblema di un elevato standard di vita in tutta Europa. Caffetterie in stile viennese iniziarono ad apparire a Praga, Zagabria, Verona, Trieste e Venezia. Ampi spazi, arredi in velluto cremisi e sontuosi lampadari erano elementi tipici di ogni caffetteria elegante.
Dal 1856 anche le donne furono ammesse nelle caffetterie. Prima di allora, le uniche donne presenti erano le cassiere.
La letteratura nei caffè e nelle caffetterie
Intorno al 1890, un gruppo di intellettuali letterati noto come «Jung Wien» iniziò a riunirsi regolarmente al Café Griensteidl. (Giovane Vienna). La letteratura da caffè nacque in un caffè frequentato da un illustre gruppo di giovani autori, tra cui Hugo von Hofmannsthal, Karl Kraus e Arthur Schnitzler.
Gli autori, tuttavia, non si ritrovavano sempre nello stesso caffè. Spesso ne frequentavano di diversi: il Café Griensteidl era il ritrovo più amato dai giovani autori, seguito dal Café Central e poi dal Café Herrenhof. Anche altri artisti avevano i loro caffè preferiti; i pittori, per esempio, si ritrovavano spesso al Café Museum.
Per la maggior parte degli abitanti di Vienna, che vivevano in appartamenti angusti e piccoli, gli splendidi caffè erano come seconde case o «soggiorni allargati». Dopo la Prima guerra mondiale aprirono i primi caffè da ballo con musica jazz dal vivo. Durante la crisi economica globale degli anni Trenta, i caffè furono molto frequentati come luoghi di scambio, dove sotto i tavoli venivano barattati prodotti molto richiesti.
La cultura dei caffè ebraici viene distrutta
Nel 1938 i nazisti confiscarono le caffetterie di proprietà ebraica, soprattutto nel secondo distretto di Vienna. Queste caffetterie erano state un vivace contrappunto ai locali più pretenziosi del primo distretto e la seconda casa di molti intellettuali e creativi ebrei.
Dopo la crisi del dopoguerra
Negli anni Cinquanta i caffè viennesi attraversarono una crisi. Con la crescente popolarità degli espresso bar in stile italiano, le caffetterie tradizionali erano sempre più considerate antiquate. Molte caffetterie di lunga tradizione in stile viennese dovettero chiudere fino agli anni Ottanta.
Prospettive ottimistiche
Nel 1983, in occasione del 300º anniversario dei caffè viennesi, la tradizione fu ripresa e gli abitanti cominciarono a ricordare ciò che rendeva unici i loro caffè.
Nel 2011 l’UNESCO ha inserito la cultura dei caffè viennesi nella lista dei patrimoni culturali immateriali del Paese.