Cafendo

Giamaica

Si ritiene che il caffè Arabica abbia avuto origine in Abissinia e sia stato introdotto in Arabia oltre mille anni fa. Si ritiene inoltre che, nei primi anni, gli Abissini abbiano lasciato l’Arabia per l’Abissinia porta…

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Si ritiene che il caffè Arabica abbia avuto origine in Abissinia e sia stato introdotto in Arabia oltre mille anni fa. Si ritiene inoltre che, nei primi anni, gli Abissini abbiano lasciato l’Arabia per l’Abissinia portando con sé i semi; in tal caso, questi provenivano dall’Arabia. Che l’origine sia l’Arabia o l’Abissinia, agli Arabi va riconosciuto il merito di aver scoperto e promosso il consumo della bevanda e la diffusione della pianta. Si ritiene che la prima coltivazione in Arabia risalga al 575 d.C.

La tradizione indiana attribuisce a BaBa Budan, un pellegrino musulmano diretto alla Mecca, l’introduzione del caffè nell’India meridionale intorno al 1600. La zona in cui si stabilì è oggi nota come Baba Budan Hills ed è ancora un’importante area di produzione del caffè nell’India meridionale.

Nel 1699 il caffè fu introdotto a Java dall’India. Nel 1706 le piante furono trasferite da Java ad Amsterdam e, otto anni dopo, l’Orto botanico di Parigi fornì delle piantine ad Amsterdam. Nel 1723 le piante, discendenti da quelle dell’Orto botanico di Parigi, furono portate in Martinica dall’ufficiale della marina francese Gabriel Mathieu de Clieu. Di queste ne sopravvisse una, e il caffè Arabica si diffuse in Martinica. La sua diffusione nelle aree di produzione del caffè dell’emisfero occidentale seguì rapidamente.

Nel 1728 il governatore Sir Nicholas Lawes introdusse il caffè in Giamaica, a Hispaniola, oggi Haiti, nella parrocchia di St. Andrew. Le condizioni naturali si rivelarono ottimali e il prodotto era di ottima qualità. La coltivazione si espanse rapidamente e nel 1800 erano attive 686 piantagioni. Nel 1814 le esportazioni ammontavano a 15.199 tonnellate. Con l’abolizione della tratta degli schiavi nel 1807, seguita dall’emancipazione nel 1838, il settore entrò rapidamente in declino, soprattutto per la carenza di manodopera. Nel 1850 erano attive solo 186 piantagioni e le esportazioni erano scese a 1.486 tonnellate. Nell’ultimo secolo è cambiato il modello di coltivazione del caffè su scala di piantagione e il settore è stato sostenuto soprattutto dai piccoli produttori.